Alice Lane Pandini

Ciao a tutti/e! Buon 2021!
Piacere di ritrovarvi per il nostro terzo appuntamento della “Pink Edition” di BassYourLife.
Oggi inauguriamo l’anno nuovo intervistando la prima bassista metal di questa Pink Edition!
Stiamo parlando di…. Alice Lane Pandini!!

Ciao Alice! Piacere di ritrovarti qui nel nuovo anno! Fiinalmente ci siamo lasciati alle spalle il 2020, con la speranza che ci porti solo cose belle! Tu come stai? Come stai affrontando questo periodo?
<<Ciao a tutti e buon 2021. Sì, finalmente quest’anno tremendo è finito! io tutto sommato sto abbastanza bene, per quanto mi siano mancati e continuino a mancarmi dei tasselli fondamentali della mia vita; come concerti e viaggi, ho sicuramente sfruttato i periodi di lockdown al meglio. Mi sono dedicata molto alla musica che è stata come sempre la medicina più efficace, ho avuto modo di studiare, di comporre nuova musica per la mia band, di avviare delle collaborazioni con molti musicisti stranieri conosciuti online…e sì direi che tutto questo mi ha aiutata a superare i periodi più difficili.>>

Sei la prima bassista ad essere intervistata per BYL “Pink Edition” del 2021, pronta per iniziare?
<<Certamente! andiamo!>>

Cominciamo dalla tua storia, diciamo “dalle origini”! Come hai conosciuto il basso elettrico e cosa ti ha portato a sceglierlo come tuo strumento?
<<Il mio primo contatto con un basso elettrico è stato attorno ai 13-14 anni, ero alle scuole medie e durante una delle prime lezioni di musica, il nostro professore ci fece provare diversi strumenti. Era sicuramente un insegnante atipico, perché in tutte le altre classi gli unici strumenti contemplati erano: flauto dolce e tastiera, mentre la sua visione era molto simile a quella di Jack Black in “School Of Rock”. Fece in modo che ognuno di noi trovasse il proprio strumento e per me, forse ispirata anche dal sound della mia band preferita dei tempi (i Red Hot Chili Peppers) fu chiaramente il basso!>>

Quali sono stati i tuoi studi e chi sono stati i tuoi insegnanti?
<<Inizialmente fu appunto il mio professore di musica alle scuole medie, dopodiché ho iniziato a frequentare delle lezioni private di basso da Stefano Skool Scola. Avrei tanto voluto frequentare qualche scuola di musica, perseguendo quindi la mia passione, ma a quei tempi le cose girarono in maniera diversa e finii a studiare lingue straniere, sia al liceo che poi all’università. Ma devo comunque dire che non è stata poi una scelta così malvagia, alla fine anche sapere delle lingue è sicuramente molto utile.>>

Ci sono stati personaggi che ti hanno ispirata particolarmente e perché?
<<Sono certa che il fatto di essermi innamorata fin da bambina dei Red Hot Chili Peppers mi abbia portata a scegliere di suonare il basso elettrico, che nella loro musica è sicuramente molto caratterizzante. Il personaggio che però mi ha ispirata maggiormente è Rayna Foss-Rose, ovvero la prima bassista dei Coal Chamber. Ricordo di aver visto un loro live in TV al Dynamo Festival e di essere rimasta ipnotizzata nel guardarla, era vestita da scolaretta con i codini, un viso tondo e etereo, ma picchiava davvero davvero forte. Era un pò l’incarnazione di quello che avrei voluto diventare io.>>

Hai frequentato dei corsi che ti hanno dato importanti spunti di riflessione? Qualche incontro artistico o didattico che ha cambiato il tuo approccio con lo strumento o la tua pratica musicale?
<<Purtroppo non ho avuto modo di frequentare molti corsi, però le varie esperienze in studio di registrazione mi hanno dato modo di crescere e migliorarmi sempre di più. Nel 2014 ho avuto modo di passare una settimana al Parlour studio del produttore inglese Russ Russell (Dimmu Borgir, Evile, Napalm Death & More) e di lavorare con lui su alcuni brani della mia ex-band Bizar Bazar.  Conoscere persone come Russ, che hanno lavorato con grandi band del panorama metal, è qualcosa che sicuramente ti spinge a superare i tuoi limiti di musicista.>>

Anche tu come Gaia, intervistata prima di te, hai avuto contatti con musicisti e docenti internazionali? Ne segui qualcuno in particolare da cui trai insegnamenti e ispirazioni?
<<Sì, mi è capitato molto spesso di entrare in contatto con musicisti internazionali che ammiro molto e per quanto riguarda il basso elettrico, cito Nick Shinz (Ex-Havok, Cephalic Carnage, Nuclear Power Trio, che adoro!) e Ra Diaz (Suicidal Tendencies), che oltre ad essere un caro amico è uno slapper fantastico, vorrei tanto prendere lezioni da lui (ahah).>>

Quali sono state le tue esperienze lavorative? Partiamo dalle prime esperienze e arriviamo alle collaborazioni più importanti. Quali di queste porti nel cuore e perché?
<<La mia prima esperienza di band, risale al 2009, suonavo in un gruppo chiamato Bid Zogo. Suonavamo alternative metal, un mix tra Soulfly e Slipknot, ero l’unica ragazza della band ed ero anche molto più giovane del resto dei componenti. E’ stata sicuramente l’esperienza che mi ha “forgiata” di più, suonavamo ogni weekend e non avevamo alcun manager o agenzia, quindi ogni aspetto era curato da noi, dal trovare date, a farci pubblicità ecc…ecc…
Dopo un paio d’anni la band si sciolse e negli anni successivi feci parte di altre band, come Menarka e Bizar Bazar, sempre tutto a livello indipendente. Finché nel 2017 ricevetti una chiamata dal manager di Bagana Rock Agency con la proposta di entrare a far parte di un progetto rock tutto al femminile, Killin’ Baudelaire. All’inizio fui un pò titubante, perché dopo diversi scioglimenti di band e delusioni, non avevo il mood più adatto per imbarcarmi in un’altra avventura..ma qualcosa alla fine mi portò a dire sì. Quindi da febbraio 2017 suono il basso nelle Killin’ Baudelaire e sicuramente è una delle collaborazioni tutt’ora più importanti perché mi ha dato la possibilità di esibirmi su dei palchi che mai avrei immaginato (Idays 2017 con Linkin’ Park & more, Nova Rock 2018 con Marilyn Manson & More), di viaggiare in tour in Europa e UK, di avviare collaborazioni con brand di moda quali Zadig Et Voltaire, Absinthe Culture, Sisley. Ma oltre a questo ho conosciuto delle fantastiche persone, dalle mie compagne di band al personale di Bagana!
Oltre alle KB, lavoro da ormai circa 5 anni ad un progetto molto ambizioso con diversi musicisti (sì, questa volta sono ancora io l’unica donna della band 🙂 ), a breve firmeremo un contratto discografico e se tutto andrà come deve a febbraio potremo uscire con l’album!>>

Quale genere musicale ti rappresenta di più?
<<Il genere musicale che più mi rappresenta è il Metal.  Fin da bambina ho ascoltato questo genere in ogni sua forma e contaminazione e ad oggi è ciò che preferisco suonare. Tra i vari sottogeneri che preferisco: Alternative Metal, Groove Metal, Hardcore e Metal moderno. In ogni caso sono sempre stata abituata ad ascoltare molti generi, penso che per poter comporre musica e avere un’ampia visione si debba provare un pò di tutto. Anni fa passavo dall’andare al concerto dei Behemoth, a Jamiroquai, piuttosto che serate di cantautorato con cantanti come Ryan O’Reilly. Penso fermamente che ci sia del bello in quasi tutti i generi musicali.>>

Quali sono i tuoi progetti musicali attualmente attivi?
<<Come detto anche poco sopra, attualmente sono bassista nelle Killin’ Baudelaire e tra circa 2 mesi verrà pubblicato il primo album del mio progetto parallelo, di nome Iconist.
Oltre a questi miei progetti principali, saltuariamente ho lavorato come session player per diverse band o cantanti.>>

E ora passiamo ad un argomento molto importante. In questi giorni si parla molto di donne e purtroppo non per motivi molto piacevoli. Si parla di violenza sulle donne sia di natura fisica che psicologica. Ci sono stati episodi o situazioni in cui hai sentito di essere discriminata in quanto donna-bassista? Hai subito ingiustizie o episodi di mobbing rispetto ad un collega uomo?
<<Fortunatamente non ho avuto mai episodi di discriminazione in quanto donna-bassista, ma ci sono stati dei momenti poco carini, soprattutto in passato (nelle mie prime esperienze di band attorno ai 19 anni)  il fatto di essere molto più giovane del resto della band formata da uomini, mi portasse a sentirmi sempre in difetto perché cosciente di essere considerata come una ragazzina facilmente “malleabile”…anche se in realtà non è mai stato così. Negli anni successivi, invece mi è capitato di suonare o di aver a che fare con colleghi di band le cui mire non fossero prettamente musicali. Non è stato semplice condividere sala prove e palchi, dopo aver rifiutato le attenzioni di qualcuno, attenzioni assolutamente non gradite e non piacevoli che hanno generato prima problemi e poi l’allontanamento di quella persona dalla band stessa.>>

Come le tue colleghe, hai sentito di essere limitata dal tuo essere donna-bassista e di dover aver a che fare con situazioni che potevano essere potenzialmente preoccupanti o pericolose come tornare a casa da sola di notte?
<<Sì purtroppo è capitato anche a me, così come è capitato a tutte le ragazze della mia band. Ricordo ancora diversi episodi accaduti in tour, in Europa e in UK, in alcune occasioni avere con noi un tour manager (a 6 ante) è stato fondamentale. E’ capitato che alcuni “fans” infilassero il cellulare con fotocamera accesa sotto la porta del nostro camerino, così come quella volta in cui un fan ha ripreso un intero live tenendoci la videocamera a 1 cm dal corpo, fino ad arrivare a quell’uomo che ha seguito tutte le nostre date in Inghilterra e si è messo a urlare e scalpitare alla centesima foto abbracciato a noi che gli è stata negata. Insomma tutto ha un limite. Non proseguo, ma vi assicuro che non è sempre semplice gestire questo tipo di situazioni.>>

Come Gaia, hai percepito di doverti impegnare il doppio per essere considerata al pari di un tuo collega uomo?
<<Sì, eccome. Inoltre noto spesso anche un altro trend, ovvero che più osi essere carina fisicamente, più è scontato che ti dicano: beh ma tanto lei è lì per come appare, chissà cos’ha fatto per essere lì ecc..ecc..
Se vuoi anche curare il tuo aspetto c’è anche chi dice che non possa andare di pari passo con il tuo saper suonare. Alla fine, al netto di tutte queste “ideologie” io ho deciso di non curarmene proprio e di continuare a perseguire i miei sogni e fare ciò che amo di più, cioè continuare a suonare…e non vedo perché suonare debba escludere il lato estetico femminile>>

Domanda da migliaia di € …. Parlaci della tua strumentazione! Quanti e quali bassi/amplificatori hai? Quali preferisci utilizzare nelle varie situazioni lavorative/musicali e perché? Utilizzi effetti?
<<Da qualche mese ho iniziato a lavorare con Tribe Guitars, inizialmente come tutor e poi come Chief Marketing Officer. Possiedo diversi bassi Tribe, sicuramente i miei preferiti sono l’Avalanche 4 & 5  e Wizard 4. Purtroppo non ho ancora avuto il piacere di provarli on stage, a causa della pandemia…ma non vedo l’ora di porterlo fare!  Generalmente live uso il pedale Tech21 SansAmp, testata Trace Elliot GP7 o Ampeg SVT-7 Pro + Cassa Ampeg Svt810e. Ultimamente, per registrare a casa, sto utilizzando moltissimo il pedale distorsore di Darkglass, X-Ultra e il plugin Parallax di Neural DSP. Entrambi i miei bassi Tribe sono adatti per suonare metal e la mia scelta negli effetti dipende spesso dal genere o dalla canzone che decido di suonare.>>

Grazie mille Alice per aver partecipato con il giusto entusiasmo a questa intervista “pink” e tanti auguri per i tuoi progetti! A presto con la prossima intervista e la prossima bassista!

Ciao!

Isa